Come ti avevo promesso, eccomi a parlare in maniera più completa del restauro del cavallino (o asino?? annosa questione irrisolta!) a dondolo che ho terminato ai primi di dicembre 2015.

Su come mi è arrivato questo bel giocattolo ne ho parlato qui, ma per semplificare, era davvero sporco e arrugginito! E il poveretto, avendo la testa in gomma, con gli anni, aveva chinato il capo e bisognava trovare una soluzione per tenerla dritta.

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Dopo avergli dato una pulita davvero accurata, ho smontato lo smontabile: ho separato il dondolo completamente arrugginito, e ho separato le due parti del corpo avvitate ad altezza torace per capire se si potesse raggiungere dall’interno la testa e quindi poterla raddrizzare in qualche modo. Purtroppo da lì non si accedeva a nulla, quindi ho solo pulito al meglio e l’ho riavvitato.

Sono partita subito col dondolo: l’ho trattato con la carta vetro per togliere più ruggine possibile, poi ho passato una mano di antiruggine denso e color avorio, in maniera tale che fosse una buona base per il colore che poi avrei scelto. Ho optato per uno spray all’acqua di colore lilla, di cui ho dato due mani.

Prima ancora di pensare a come uniformare e dare un nuovo aspetto al cavallino, bisognava capire come raddrizzargli la testa! Mi è venuto in soccorso il Signor Pentenero, che dopo aver analizzato l’attacco della testa al collo (testa di gomma semplicemente incastrata a pressione sul corpo in plastica dura), ha pensato di inserire una semplice fascetta di plexiglass dall’attacco della testa e spingerla finchè la testa si fosse raddrizzata del tutto! Uno sorta di Uovo di Colombo a cui io non sarei arrivata! Ho ancora tanto da imparare!

Con lo sguardo finalmente rivolto al futuro, il cavallino poteva affrontare il suo completo restyling! Ho pensato che la cosa migliore fosse ricoprirlo di carta riso bianca, sia per dargli l’aspetto di un cavallo di cartapesta (e quindi un po’ più vintage e artigianale) sia per poter avere letteralmente carta bianca sui decori e i colori più adatti alla bimba a cui era destinato.

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Una sola mano però non bastava, l'”ingessatura” doveva per forza essere più spessa, anche perchè comunque il colore principale doveva essere il bianco!

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Dopo tre strati di carta riso, il risultato era questo:

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Poichè sono perfettina e gli aloni non mi piacciono, ho deciso comunque di dare una mano di acrilico bianco su tutto il cavallino, per eliminare ogni imperfezione della carta riso.

Con una carta vetro molto fine, ho cercato di appianare le pieghe più evidenti, soprattutto sul muso, la parte più complicata da decoupare. Sono quindi passata al colore: l’idea era di mantenermi sui toni del lilla, del rosa e del fuxia. Ho cominciato a fare qualche pois, a dipingere la sella in modo da evidenziarla e a colorare di rosa la criniera e la coda.

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Non mi convinceva molto, ho provato anche a dare qualche sfumatura sul viola alla criniera, sperando prendesse maggior vita, ma comunque non mi piaceva…

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Ho deciso quindi di fargli la tinta e da rosa è diventato viola con venature di lilla. Ha subito cambiato aspetto e quindi potevo proseguire! Ho aggiunto altri pois, di dimensione e colore diverso, alcuno fatti con un tampone per stencil, con cui ho fatto anche una sorta di pizzo intorno alla sella, piccolo escamotage per mascherare i contorni imperfetti dovuti alla superficie non interamente liscia.

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Ho contornato i pois con dei semplici pennarelli e questi hanno donato un alone che ha reso meno piatta la decorazione.

Ma arriviamo al punctum dolens! L’espressione del cavallino! Non sono una pittrice, avevo quindi timore di sbagliare tutto il cavallino disegnando degli occhi non adatti all’oggetto. Ho pensato anche di chiedere aiuto a mia sorella che invece è proprio pittrice, ma poi mi sono detta che dovevo vedermela io! Una sfida è una sfida! Per semplificarmi la vita ho agito con dei pennarelli da tessuto. Cosa c’entrano? nulla! ma hanno una portata di colore e intensità maggiore rispetto ai normali pennarelli, quindi ho cominciato a lavorarci su.

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Non stava venendo male, ed è vero che molte volte less is more, ma così mancava davvero di qualcosa. Senza contare la penosa indecisione sul rimarcare o meno le sopracciglia già esistenti nella forma ma non nel colore. Alla fine mi sono buttata, ho disegnato ciglia e sopracciglia e ho visto che il cavallino era diventato una bella cavallina dolce, adatta a sorridere a una bimba piccola!

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Le guanciotte, i dettagli al collarino,l’interno delle orecchie, altre piccole sfumature e il gioco era fatto! Ho ripulito le maniglie dai residui di acrilico e colla, ho passato una mano di vernice vetrificante all’acqua per dargli una patina lucida e una protezione sicura e l’ho rimontato sul suo dondolo.

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Non è stato un lavoro semplice, ho sicuramente lavorato più ore di quelle preventivate, ma il cavallino è piaciuto moltissimo a chi me lo aveva commissionato e questa è senza dubbio la ricompensa più grande!

 

 

 

 

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