Se c’è una cosa che ho imparato in questi primi mesi della mia nuova avventura con Illumino, è che il mondo dei creativi, oltre ad essere meraviglioso e sorprendente, è anche particolarmente aperto! Ciò vuol dire che le collaborazioni sono all’ordine del giorno, gli scambi, i brainstormings, gli incontri aumentano proporzionalmente la qualità della creatività. Per fare ciò, bisogna superare un po’ di timidezza e cercare connessioni. Ho pensato che un bel regalo che potevo fare a me stessa e alla mia attività è dare voce, seppur nel mio piccolo, a quelli come me che fanno un mestiere creativo. Voglio creare un gioco, un circolo virtuoso: io scelgo il punto di partenza e poi la palla passa all’intervistato che mi segnalerà qualcun altro da portare qui sul mio blog e da far conoscere approfonditamente! Se da ciò potrà scaturire anche solo una connessione inaspettata o una collaborazione fruttuosa, avrò fatto meta!

Il mio punto di partenza è doppio! Si chiamano Jacopo e Nicolò Pitti, sono miei compaesani e fanno i falegnami. Il falegname, mestiere d’altri tempi. Eppure loro sono molto di più! Attenti al design più attuale, creano mobili su misura di cui io mi riempirei la casa ben volentieri. Ma non basta: i mobili li restaurano anche e se invece non c’è più nulla da fare, esiste il riuso del legno di recupero con cui fanno magie.

Ho scelto loro come prima intervista perchè sono giovani, ambiziosi, creativi, attenti all’ambiente e soprattutto posseggono quel Saper Fare che sta alla base della Qualità. Li ringrazio moltissimo di essere la casella 1 di questo gioco dell’oca creativa! Buona lettura e lustrati gli occhi sui loro lavori (io personalmente sono impazzita per il mobile per il lavabo del bagno e il tavolo da sartoria!!)

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Jacopo e Nicolò Pitti

Raccontateci un po’ di voi! Che studi avete fatto e quando avete incominciato a lavorare nella bottega di famiglia.

Jacopo: Scolaro incostante e sempre con la testa tra le nuvole, solo all’età di 25 anni mi sono deciso di prendere le cose seriamente frequentando i corsi serali e diplomandomi all’Istituto Tecnico Camillo Olivetti di Ivrea. La bottega di papà l’ho iniziata a frequentare da piccolissimo, già da bambino passavo le ore fra trucioli e cubi di legno. All’età di 14 anni ho iniziato a trascorrere le estati in bottega a spazzare e passare cartavetro per poi entrare in pianta stabile verso i 17 anni e rimanerci fino ad ora.

Nicolò: Mi sono diplomato perito meccanico e terminati gli studi ho iniziato a lavorare per la falegnameria. Come Jacopo ho passato molto tempo in bottega fin da bambino e da una decina di anni quello che era un gioco è diventato un lavoro. Sono appassionato di tornitura e ho frequentato dei corsi per specializzarmi.

Cosa vi piace di più del vostro lavoro?

Jacopo: I colori de legno al naturale, la possibilità ogni giorno di creare qualche cosa di nuovo, rendere felici i committenti e sapere che siamo in sintonia con loro. Il profumo della bottega al rientro dopo qualche giorno di chiusura.

Nicolò: Senz’altro veder prender forma qualcosa che solo poco tempo prima era un’idea nella mia testa è di sicuro la cosa che preferisco, poi c’è l’odore del legno al mattino, quando apro la porta del laboratorio.

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Credits: Foto di Alessandra Zarlottin

Vi ispirate a qualcosa in particolare quando create o ristrutturate un mobile?

Jacopo: Io in particolare consulto parecchie riviste del settore (architettura design ecc), quando qualche cosa mi cattura lo focalizzo e se ne ho l’occasione lo riutilizzo

Nicolò: Di sicuro facciamo molta attenzione alle richieste dei clienti quindi l’ispirazione più profonda ci viene anche dal loro gusto personale. Altra fonte di ispirazione viene dal tipo di legno che andremo a utilizzare prediligendo per di più materie prime autoctone. Per quanto riguarda il restauro di mobili io ne sono molto appassionato e cerco di mantenere il più possibile la loro patina originale.

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Come definireste lo stile di Bottega Pitti?

Jacopo: Non saprei definirmi, lascio che lo facciano gli altri. Mi piacciono le linee semplici, osservare i mobili classici e estrapolarne l’essenziale per riproporre qualche cosa di nuovo ma con solide radici. Voglio che ne rimanga un ricordo ma che siano opere attualizzate.

Nicolò: Sì sì, lasciamo che ci definiscano altri, anche perché noi spaziamo parecchio attraverso diversi stili e sarebbe difficile darci una definizione precisa.

Che caratteristica pensate debba avere un buon falegname?

Jacopo: Deve avere un buon senso estetico, propenso al sacrificio e passione per il proprio lavoro.

Nicolò: Nel nostro settore, in particolare nella creazione di mobili, sono fondamentali le basi tradizionali e le conoscenze tecniche, ma devono essere unite al gusto per il design e per l’arredo.

Il design è un punto ricorrente nel vostro lavoro: come avviene il processo creativo?

Jacopo: Parte tutto dal sopralluogo e dalle dimensioni del locale che ospiterà la nostra creazione, poi si fanno disegni schizzi ma nella maggior parte dei casi il lavoro manuale in bottega prende il sopravvento su tutto e i particolari più importanti sono proprio decisi da questi attimi di pura libertà creativa.

Nicolò: Influisce parecchio anche il dialogo e confronto con il cliente anche perché per ora noi si lavora per lo più su pezzi commissionati. Ciò che contraddistingue i nostri lavori da altri è la creazione di mobili su misura che combacino perfettamente con le preferenze di chi li commissiona.

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Vi piace utilizzare legno di recupero? Se sì, come lo valorizzate?

Jacopo: Sì, la cosa più bella è farlo interagire con strutture nuove, integrare il vecchio al nuovo. Poi diamo parecchia importanza al restauro conservativo, ridare vita ad un mobile ormai dimenticato in uno scantinato e riportarlo al suo posto d’onore al centro dell’attenzione è fantastico, anche se è un lavoro duro che molti non comprendono.

Nicolò: Sì, ci piace e lo utilizziamo spesso. Cerchiamo di introdurlo dove è possibile in base alle caratteristiche tecniche-strutturali del legno stesso, ma prestiamo anche attenzione alla particolare storia che ogni pezzo di legno possiede. E’ il legno stesso a ispirarci con il suo vissuto e a dirci in cosa potrebbe essere trasformato.

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Che progetti avete per il futuro di Bottega Pitti?

Jacopo: L’idea è quella di creare una linea di oggetti unici che viaggino in parallelo con i lavori su commissione che per ora sono quelli che ci garantiscono il sostentamento. Sto ancora cercando di capire se investire su una piattaforma internet o su un locale fisico dove si possa toccare con mano i nostri prodotti. Un’altra idea è quella di collaborare e di creare dei progetti in comune con giovani grafici, artisti e designer.

Non ponendo alcun limite alla fantasia, cosa sognereste per il vostro futuro professionale?

Jacopo: A me personalmente piacerebbe creare una linea di prodotti che nascano semplicemente dalla mia ispirazione. Mi piacerebbe avere un atelier dove accogliere clientela e poter far vedere le nostre creazioni, poi vorrei riuscire ad avere qualche collaboratore in più sempre rimanendo nella dimensione di bottega artigiana quale siamo.

Nicolò: Ci piacerebbe arrivare ad avere un’azienda artigianale che mantenga i vecchi valori, intrinsechi nel mestiere stesso del falegname, ma magari in un domani poterci espandere in qualcosa di più grande di una ditta familiare, ampliando il mercato anche all’estero dato che l’artigianato italiano gode ancora di un forte credito.

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Mi piacerebbe dare voce a un artigiano giovane e creativo come siete voi! Volete segnalarmi qualcuno che avete avuto modo di conoscere e che merita far conoscere sul blog di Illumino, anche se non prettamente inerente all’arredamento?

Valentino Pautasso, è un giovane falegname conosciuto in una fiera di qualche anno fa, che ora sta prendendo una strada interessante, crea piccoli gioielli in legno. Veramente bravo.

Hanno conquistato anche te e vuoi vedere tutto quello che fanno? C’è il loro sito, c’è la loro pagina Facebook e Jacopo su Instagram pubblica diversi lavori!

A presto con il prossimo creativo! 🙂

 

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